La magia del cinema incontra il fascino dell’architettura. il Museo Nazionale del Cinema, uno dei più importanti al mondo per la ricchezza del patrimonio, la molteplicità delle sue attività e uno spettacolare allestimento all’interno della Mole Antonelliana, monumento simbolo della città di Torino, ospita fino al 1° marzo l’esposizione di Riccardo Ghilardi a cura di Domenico De Gaetano. “Era il 2021 quando ho cominciato a immaginare un diario per immagini della Mole che fosse al tempo stesso testimonianza e progetto artistico, e che coinvolgesse i protagonisti del cinema. Tra il primo e l’ultimo scatto scorrono quattro anni di lavoro. Gli anni della pandemia, della chiusura e poi della rinascita del Museo del Cinema con la mostra di Tim Burton e con i grandi del cinema che ritrovano il proprio pubblico dal vivo nelle masterclass, proprio dentro la pancia della Mole” sottolinea il curatore. Così è nato un racconto fotografico che, come un lungo piano sequenza, racconta il cinema e la sua storia dalle origini ai giorni nostri, la Mole e le collezioni del Museo, coinvolgendo le maggiori personalità del cinema nazionale e internazionale. “Ogni fotografia è un tableau vivant, fotogrammi di un unico film ambientato nel Museo”, precisa De Gaetano.

Sono 42 opere fotografiche e per sedici di queste è possibile accedere, tramite QR Code e l’App delle Gallerie d’Italia, a contenuti multimediali esclusivi: clip di backstage dello scatto e dichiarazioni degli artisti coinvolti nel progetto. Nelle didascalie tecniche di ogni opera sono inoltre indicati i materiali originali del patrimonio museale utilizzati durante la realizzazione delle fotografie, sottolineando così il profondo legame tra il progetto artistico e le collezioni del Museo Nazionale del Cinema. A questo evento, ideato per celebrare i 25 anni del Museo Nazionale, unico per la suggestione e le scenografie sofisticate e sorprendenti e spesso rocambolesche, hanno aderito i più noti attori e registi, la crème del gotha internazionale.

A Kasia Smutniak e Domenico Procacci è stato affidato il ruolo di Ginger e Fred e un ritratto da capogiro li ritrae sospesi sulla cima della Mole, ma sorrdenti e felici. Giancarlo Giannini dona al Museo la Giacca Parlante, che ha inventato e realizzato per Robin Williams nel film Toys e invece, Il maestro Martin Scorsese, accompagnato dal suo fedele cane Oscar, contempla il patrimonio artistico del Museo Nazionale del Cinema. Giovanna Mezzogiorno interpreta Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo del Cinema e presta la sua voce e la sua presenza come narratrice del documentario di backstage che viene proiettato all’interno della mostra. Ad Alessandro Gassman è affidato il ruolo dello scienziato che inventò la pellicola e Willem Dafoe si presenta nei panni di Freder Fredersen del film Metropolis.

Sharon Stone rende omaggio a Ingrid Bergman ispirandosi al film A matter of time mentre Malcolm McDowell cinquant’anni dopo incontra i drughi nei sotterranei della Mole, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’uscita italiana del celebre film di Stanley Kubrick Arancia meccanica. Attori e registi hanno interpretato in chiave personale l’allestimento scenografico del Museo, compresi gli spazi non visitabili dal pubblico o quelli difficili, come l’esterno della grande cupola, trasformando così la Mole Antonelliana in un incredibile e grandioso set, un luogo dove il sogno può diventare realtà, proprio come avviene nel cinema. Una galleria di ritratti che comprende anche altre stars di prima grandezza tra cui Peter Greenaway, Monica Bellucci, Rupert Everett, Zoe Saldana, Tim Burton, Kevin Spacey, Rosa Diletta Rossi e Carlo Verdone. I livelli di lettura delle fotografie sono molteplici perché ogni protagonista ha vissuto l’avventura a proprio modo e ogni fotografia racchiude pertanto una storia differente.

Alcuni sono colti in momenti di vita quotidiana come se la Mole fosse la loro abitazione mentre sorseggiano un tè in vestaglia, altri hanno voluto interpretare i loro sogni proibiti ballando sulla cupola, molti hanno curiosato tra le collezioni del Museo leggendo sceneggiature o giocando con le lanterne magiche, altri invece si sono concentrati sugli allestimenti del Museo. Alcune fotografie sono chiari riferimenti a capolavori della storia del cinema come Mary Poppins, Roma città aperta, Arancia meccanica o Scarpette rosse, molte invece sembrano provenire da film ancora da girare.

L’effetto finale regala l’impressione di trovarsi di fronte a tanti fotogrammi di un unico film dedicato al cinema, alla Mole e a Torino. L’intero progetto fotografico e narrativo è raccolto nel volume Il tempio del cinema, edito da Allemandi e curato da Carlo Chatrian – direttore del Museo Nazionale del Cinema - in occasione del 25° Anniversario del Museo alla Mole Antonelliana, una sorta di cerniera che unisce le due sezioni, connesse e speculari che lo compongono: la Mole Antonelliana e il Museo con le sue collezioni e la città che lo ospita.

Il museo di Torino, insieme a quelli di Milano, Napoli e Vicenza, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola – Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici della Banca.