22 elementi, sculture, cerchi e segni sul pavimento.
2 perché c’è un opposto all’uno, 22 perché quando ho realizzato 22 elementi ho sentito che ogni spazio era occupato.
Quando ho iniziato a creare questa installazione 11 anni fa, pensavo alle energie che hanno lo stesso impatto, ma una presenza, un aspetto e una forma diversi.
Stavo anche pensando a sculture che sono fatte per se stesse e non create per un luogo, un sito, un evento o un’indagine.

Nelle sue sculture e disegni, l’artista si confronta con le norme e i discorsi della scultura contemporanea. Con rimandi al Postminimalismo, l’artista utilizza materiali malleabili come l’argilla, pastelli ad olio o la resina, mantenendo un’intima relazione fisica con l’oggetto scultoreo. Il linguaggio visivo dell’artista esplora contemporaneamente la relazione che si instaura tra il corpo all’interno di un ambiente, e l’esperienza interiore del corpo stesso. Emergendo come presenze indipendenti, le sue opere enfatizzano i gesti intuitivi che danno forma al suo lavoro. Interrogandosi sull’essenza degli oggetti e del corpo all’interno di uno spazio, l’opera suggerisce relazioni tra l’essere e il vedere.

Esther Kläs (1981, Mainz, DE) vive e lavora a Barcellona, ES.

Tra le mostre personali segnaliamo: As of now, Xavier Hufkens Gallery, Brussels, BE (2024); How to imagine difference, CPM Baltimore Gallery, Baltimore, USA (2024); I will watch with you, Center for Contemporary Arts Prague, Praga, Repubblica Ceca, CZ (2024); Changes, Gallery Har-El, Israele, IL (2022); Several points of beginning, SpazioA, Pistoia, IT (2022); Come again, Peter Blum Gallery, New York, USA (2022); The subtle interplay between the I and the me, Kolumba, Colonia, DE (2021); Riesenchance, Kadel Willborn, Düsseldorf, DE (2021); Maybe it can be different, Fondazione Giuliani, Roma, IT (2020); Start, CCA- Center for Contemporary Art Tel Aviv, Tel Aviv, Israele, IL (2019); Earth, SpazioA, Pistoia, IT (2018); ola/ wave, Proyecto AMIL, Lima, PE (2017-2018); Our reality, Brodbeck Foundation, Catania, IT (2015-2016); Bet ween, Peter Blum, New York, USA (2016); Whatness, Kunsthalle Bielefeld, Bielefeld, DE (2015); Drawing redefined, deCordova Sculpture Park and Museum, Lincoln, Massachusetts, USA (2015); Girare con te, Marino Marini Museum, Firenze, IT (2014); Palomar, Peter Blum, New York, USA (2014); Better energy, MoMA PS1, Long Island City, New York, USA (2012).

Tra le mostre collettive segnaliamo: Glass and the ocean, Flats, Colonia, DE (2024); Panorama Monferrato, a cura di Carlo Falciani, Castagnole IT (2024); We didn’t ask your permission, we just did it..., a cura di Manuela Paz e Christopher Rivera di Embajada, Contemporary Art Museum (CAM) St. Louis, MO, USA (2022); Decolonizing the unconscious, Lore Deutz, Colonia, DE (2022); Afterimage, a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Alessandro Rabottini, MAXXI L’Aquila, L’Aquila, IT (2022); WATOU 2021, Esther Kläs & Gustavo Gomes, Watou Arts Festival, Watou, Poperinge, BE (2021); Flow, Francesco Carone’s studio, un progetto di Francesco Carone e SpazioA, Pistoia, IT (2020); The subtle interplay between the I and the me, Art and Choreography, Kolumba Art museum of the Archdiocese of Cologne, Colonia, DE (2020); Proof of life, Weserburg | Museum of Modern Art, Bremen, DE (2017); Drawing redefined, deCordova, Lincoln, MA, USA (2015); Kolumba, Kunstmuseum des Erzbistums Köln, Colonia, DE (2014); Manners of matter, a cura di Chris Sharp, Salzburger Kunstverein, Salisburgo, AT (2014).