SpazioA è lieta di presentare, sabato 27 Settembre 2025, Fitting, what, la quinta mostra personale di Esther Kläs in galleria.

E se la risata (esilarante espulsione di suono; perlopiù gioia, a volte sollievo), ciò che non si può controllare (natura, combinazioni inattese, discorsi inconcepibili, quel che riesce facile trascurare), a chi avrei dovuto fare appello (ammesso che ci fosse un’autorità o un esperto o un confidente o qualcuno capace di dirmi se questo sarebbe successo, e se avrebbe potuto fare la differenza per il risultato. Il dubbio resta), e se io non avrei mai (non ne staremmo parlando), qual è il momento giusto (un breve, indefinito intervallo di tempo), che cosa significa fare tutto diverso, e che cosa significa non trovare il proprio posto (interrogarsi e vagabondare), e se cambiasse (congiuntivo imperfetto di cambiare), e se il coraggio fosse il mio amante (emoji del cuore), quali sono le conseguenze della pace, e se le nostre parole fossero acqua (nessuna separazione tra noi, loro ed esso), che cos’è prendersi il tempo (amare), e se tutte le categorie fallissero.

Per la mostra a SpazioA - intitolata Fitting, what - l’artista riunisce sculture, installazioni a parete e video. Continua a porre domande, interrogare e avanzare proposte, lasciando spazio allo spettatore e ai suoi lavori. Kläs ha un attaccamento profondo al desiderio di coltivare liberi pensieri mobili e al coraggio di occupare lo spazio quando le parole smettono di esistere.

Esther Kläs (1981, Mainz, DE) vive e lavora a Barcellona, ES.

Tra le mostre personali segnaliamo: As of now, Xavier Hufkens Gallery, Brussels, BE (2024); How to imagine difference, CPM Baltimore Gallery, Baltimore, USA (2024); I will watch with you, Center for Contemporary Arts Prague, Praga, Repubblica Ceca, CZ (2024); Changes, Gallery Har-El, Israele, IL (2022); Several points of beginning, SpazioA, Pistoia, IT (2022); Come again, Peter Blum Gallery, New York, USA (2022); The subtle interplay between the I and the me, Kolumba, Colonia, DE (2021); Riesenchance, Kadel Willborn, Düsseldorf, DE (2021); Maybe it can be different, Fondazione Giuliani, Roma, IT (2020); Start, CCA- Center for Contemporary Art Tel Aviv, Tel Aviv, Israele, IL (2019); Earth, SpazioA, Pistoia, IT (2018); ola/ wave, Proyecto AMIL, Lima, PE (2017-2018); Our reality, Brodbeck Foundation, Catania, IT (2015-2016); Bet ween, Peter Blum, New York, USA (2016); Whatness, Kunsthalle Bielefeld, Bielefeld, DE (2015); Drawing redefined, deCordova Sculpture Park and Museum, Lincoln, Massachusetts, USA (2015); Girare con te, Marino Marini Museum, Firenze, IT (2014); Palomar, Peter Blum, New York, USA (2014); Better energy, MoMA PS1, Long Island City, New York, USA (2012).

Tra le mostre collettive segnaliamo: Glass and the ocean, Flats, Colonia, DE (2024); Panorama Monferrato, a cura di Carlo Falciani, Castagnole IT (2024); We didn’t ask your permission, we just did it..., a cura di Manuela Paz e Christopher Rivera di Embajada, Contemporary Art Museum (CAM) St. Louis, MO, USA (2022); Decolonizing the unconscious, Lore Deutz, Colonia, DE (2022); Afterimage, a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Alessandro Rabottini, MAXXI L’Aquila, L’Aquila, IT (2022); WATOU 2021, Esther Kläs & Gustavo Gomes, Watou Arts Festival, Watou, Poperinge, BE (2021); Flow, Francesco Carone’s studio, un progetto di Francesco Carone e SpazioA, Pistoia, IT (2020); The subtle interplay between the I and the me, Art and Choreography, Kolumba Art museum of the Archdiocese of Cologne, Colonia, DE (2020); Proof of life, Weserburg | Museum of Modern Art, Bremen, DE (2017); Drawing redefined, deCordova, Lincoln, MA, USA (2015); Kolumba, Kunstmuseum des Erzbistums Köln, Colonia, DE (2014); Manners of matter, a cura di Chris Sharp, Salzburger Kunstverein, Salisburgo, AT (2014).