La galleria Tornabuoni Art di Parigi ospita una mostra che mette a confronto due dei più grandi innovatori del linguaggio artistico del XX secolo: Giorgio Morandi e Lucio Fontana.
Il progetto espositivo prosegue con un dialogo inedito avviato al CAMeC di La Spezia attraverso la mostra Morandi e Fontana. Invisibile e infinito (2025). La mostra parigina, curata da Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento di Firenze, offrirà al pubblico francese e internazionale spunti di riflessioni sui possibili parallelismi tra Giorgio Morandi (Bologna, 1890 – 1964) e Lucio Fontana (Rosario, 1899 – Comabbio, 1968).
Come due rette parallele, che non dovrebbero mai incontrarsi se non all’infinito, ecco che Morandi e Fontana si ritrovano al di là del visibile nel punto in cui l’arte supera i limiti della percezione ottica per condurre lo sguardo verso l’irraggiungibile dell’infinito e nell’invisibile delle cose. Per Morandi si tratta dell’essenza degli oggetti più comuni e vicini, al di là della percezione immediata che ne possiamo avere, e oltre le forme riconoscibili, quelle più ordinarie. Fontana prende di petto la questione metafisica e la trascina oltre la tradizione figurativa, aprendo un varco nella tela, quella superficie su cui per secoli si era inteso replicare l’immagine della realtà, superando con un balzo l’illusionismo per aprire un varco al di là della tela, uno spazio infinito oltre la bidimensionalità.
La mostra, attraverso una selezione accurata di opere, indaga il dialogo tra due visioni accomunate da un’identica aspirazione: superare i limiti della rappresentazione tradizionale. Morandi e Fontana, pur attraverso linguaggi differenti — la sospensione contemplativa da un lato, la rottura spaziale dall’altro — propongono una riflessione radicale sull’essenza dell’arte, sul rapporto tra forma e spazio, tra finito e infinito.
















