La moda ha contribuito al processo di industrializzazione rapida che ha investito l’Italia nei due decenni successivi alla Seconda guerra mondiale, consentendole di recuperare in gran parte la distanza che la separava dalle altre grandi nazioni europee, favorendo la modernizzazione degli stili di vita. La vostra collezione SS 2026 “Urban Jungle” è un omaggio all’italianità, in particolare alla metropoli milanese, vissuta dalla donna contemporanea con un stile elegante, energico e indomito. Rispetto alla moda delle altre nazioni europee, le riconoscete ancora oggi questo primato?
L’Italia ha avuto un grande ruolo nel proiettare la moda e l’industria nella modernizzazione globale dopo la seconda guerra mondiale. In questo periodo l’industria calzaturiera ha evoluto e modernizzato la nostra regione Marche, lo sappiamo perché la nostra famiglia vi è stata direttamente coinvolta perché durante e nell’immediato dopo guerra la famiglia di mia madre aveva già un laboratorio di calzature che con i decenni è diventato un’industria. Ora l’Italia non deve fare l’errore di dimenticarlo o darlo per scontato perché ancora ci sono in Italia grandi talenti creativi e grandi imprenditori che continuano a fare la storia del nostro paese e a portare avanti un sapere e un know how preziosissimi. Milano è senza dubbio la nostra seconda casa e la musa ispiratrice di questa collezione. È una città che incarna la doppia anima di AGL: da un lato la frenesia, l’energia e il dinamismo tipici della metropoli contemporanea; dall’altro, l’eleganza naturale e la capacità di reinventarsi ogni giorno con stile e carattere.
Per noi, Milano rappresenta il battito costante della moda, quel luogo dove ogni dettaglio, ogni passo e ogni gesto diventano parte di un racconto estetico più ampio. Viviamo e lavoriamo nelle Marche, una terra meravigliosa fatta di colline morbide, silenzi e tempi dilatati. È qui che ritroviamo la nostra essenza più autentica, quella lentezza creativa che ci permette di sperimentare, disegnare e creare con attenzione e cura. Poi arriva Milano — con le sue luci, i suoi suoni, le sue opportunità — a ricordarci che la moda è movimento, è relazione, è contaminazione continua. La collezione Urban Jungle nasce proprio da questo dialogo tra due mondi: la quiete delle origini e l’energia pulsante della città. È un inno alla donna che vive nel presente, che affronta il ritmo urbano con grazia e determinazione, che trova nella moda non solo un linguaggio estetico, ma un modo di esprimere la propria forza e libertà.
Una caratteristica che contraddistingue il vostro brand è la comodità: dalle sneaker per le avventure quotidiane alle ballerine per le passeggiate urbane ai tacchi per gli appuntamenti serali, la donna AGL è perfettamente a proprio agio, senza perdere mai eleganza e glamour. Come riuscite a conciliare il benessere con il mondo del fashion?
La comodità è da sempre parte integrante del nostro DNA. Non è un dettaglio tecnico, ma una vera e propria filosofia di design. Fin dal 1958, anno in cui mio nonno fondò l’azienda, abbiamo coltivato un sapere artigianale che unisce tradizione e innovazione. Nel tempo, lui prima, poi mio padre e oggi noi tre sorelle, abbiamo affinato tecniche di lavorazione capaci di donare alle nostre calzature una morbidezza e una flessibilità straordinarie — una sensazione di comfort che avvolge il piede come un guanto. Scegliamo con estrema cura i materiali, sempre naturali, soffici al tatto e di altissima qualità, perché per noi la bellezza nasce anche dal modo in cui una scarpa si indossa, non solo da come appare.
Ogni modello è progettato per accompagnare la donna AGL in ogni momento della giornata: dalle sneaker pensate per muoversi liberamente, alle ballerine che reinterpretano il passo urbano con leggerezza, fino ai tacchi che esaltano la femminilità senza mai rinunciare al comfort; aa oltre alla tecnica, c’è il gusto personale. Disegniamo scarpe che amiamo, che indossiamo e che parlano di noi: della nostra personalità, della nostra quotidianità, del nostro modo di vivere la moda come espressione di equilibrio e autenticità. Crediamo che il vero lusso contemporaneo risieda proprio qui — nel sentirsi a proprio agio, sempre, senza mai rinunciare all’eleganza e al glamour.
Secondo una ricerca degli studiosi Bertola e Teunissen la moda rappresenta un “archivio vivente” delle tradizioni culturali, capace di preservare tecniche artigianali e al contempo reinterpretarle in chiave contemporanea. Quali tecniche innovative avete utilizzato in questa collezione?
La pelle è e rimane la protagonista assoluta delle nostre collezioni — è il materiale che più di ogni altro racconta la nostra identità e il nostro saper fare artigianale. Per la stagione Spring-Summer 2026 l’abbiamo esplorata in chiave sperimentale, giocando con intrecci, volumi e texture. Ci siamo concentrate in particolare sugli intrecci realizzati con fili di pelle sottili e con tubolari imbottiti, che danno vita a superfici tridimensionali, morbide e scultoree al tempo stesso. Abbiamo reinterpretato anche la tecnica del crochet, lavorandola interamente a mano con filati di pelle: un processo meticoloso, quasi scultoreo, che trasforma ogni calzatura in una piccola opera d’arte tattile. In alcuni modelli abbiamo scelto di lasciare ciuffi lunghi e irregolari, per ottenere un effetto “wild”, un tocco di libertà e imperfezione che spezza la tradizione e aggiunge un’anima contemporanea al gesto artigianale.
Accanto a queste creazioni couture, convivono proposte più leggere e sperimentali realizzate in tulle, sia fermo che elasticizzato. Amiamo il tulle per la sua capacità di creare un effetto trasparenza: è un materiale che sa essere femminile e rock allo stesso tempo, due sfumature complementari che definiscono l’essenza di AGL. È proprio in questo dialogo tra forza e delicatezza, tra rigore e spontaneità, che si compone la nostra idea di eleganza moderna.
Nel 1881 fu presentata alla sesta mostra impressionista l’opera di Degas: “la ballerina di 14 anni”, definita da subito “un successo dello scandalo” per la modernizzazione della scultura che si presentava, secondo i critici, raffinata e barbara allo stesso tempo, con le sue carni colorate e soprattutto per il suo abito ingegnoso, realizzato in tulle. Il tulle tecnico è stato uno dei tessuti passepartout di questa vostra collezione, utilizzato sia nella sneaker bianca, sia nello stivale sandalo nero ultra flat a punta aperta con struttura grafica, e negli over the knee, effetto seconda pelle, su tacco affusolato. Quali secondo voi i punti di forza di questo tessuto e che tipo di riscontro avete avuto nella vostra clientela?
La pelle resta una materia straordinaria da lavorare: ci lega alla nostra storia familiare lunga quasi settant’anni, ma anche a una tradizione antichissima, che affonda le sue radici in un sapere ancestrale. Fin dalle origini l’uomo ha utilizzato la pelle per proteggere i piedi, e noi continuiamo questo gesto con la stessa cura e rispetto, scegliendo materiali di qualità e riducendo al minimo ogni spreco. Allo stesso tempo, il nostro sguardo è sempre aperto alla sperimentazione. Accanto alla pelle, amiamo introdurre materiali alternativi che condividono la stessa dignità artigianale, ma che ci permettono di esplorare nuove espressioni estetiche e sensoriali.
Tra questi, il tulle tecnico ha avuto un ruolo chiave nella collezione: è un tessuto leggero, moderno, capace di coniugare rigore e delicatezza, trasparenza e forza. Lo abbiamo declinato in due versioni: il tulle fermo, utilizzato per le nostre sneakerine — un ibrido tra sneaker e ballerina, sofisticato e confortevole — e per gli stivali a tubo al polpaccio, con punte scoperte e uno spirito biker dal carattere deciso e contemporaneo. Il tulle elasticizzato, invece, è stato scelto per i nostri sandali-calza, pensati per trasformarsi a seconda del momento: morbidi e rilassati, lasciati cadere alla caviglia durante il giorno, oppure tesi lungo la gamba come una vera calza couture per la sera o per un’occasione più formale.
La moda italiana è indubbiamente un potente strumento di espressione del patrimonio culturale regionale. L’Italia, con la sua ricca diversità culturale e storica, offre un terreno particolarmente fertile per questa interazione tra tradizione e innovazione stilistica. In cosa si riconosce l’identità marchigiana all’interno del vostro brand?
Ci teniamo particolarmente a preservare intanto il know how del fatto a mano e delle lavorazioni speciali come i mocassini tubolari, le ballerine a sacchetto, la lavorazione san crispino che sono tutte tecniche calzaturiere nate nelle Marche. Insieme a questo quasi in ogni collezione estiva inseriamo l’uncinetto perché la nostra regione ne conserva una storia antica. Il tombolo ad esempio è una tecnica puramente marchigiana che proviamo a rilavorare con fili di pelle sui nostri sandali.
Volumi sofisticati e anticonvenzionali sono da sempre protagonisti delle vostre collezioni. Star di questa collezione le ballerine a punta, in pelle stampa struzzo fluo che portano un accento deciso insieme al sandalo infradito a punta squadrata e alle ballerine T-bar che si accendono di curve asimmetriche su micro-tacchi. Come avviene il processo di lavorazione di questi modelli?
Lo studio dei volumi è una vera e propria ossessione per noi. Poiché amiamo le forme essenziali e le linee pulite, è proprio nel volume che si concentra tutta la forza espressiva delle nostre calzature. Ogni curva, ogni proporzione, ogni dettaglio viene calibrato con estrema precisione per ottenere un equilibrio perfetto tra semplicità e personalità. La punta allungata è una firma della collezione: iper femminile, audace, con un carattere deciso. Le sue linee affusolate si esaltano attraverso la scelta dei materiali — pelle di vitello con stampa struzzo nelle tonalità fluo del rosa e del lime — che regalano alla scarpa una presenza vibrante, sofisticata e contemporanea. Per il sandalo infradito abbiamo lavorato su una forma squadrata e architettonica, arricchita da un tacco scultoreo a cono sfaccettato, rivestito in pelle. Un dettaglio di design che unisce rigore geometrico e sensualità, creando un equilibrio perfetto tra modernità e comfort.
La ballerina T-bar, invece, segue con delicatezza la linea naturale del piede: è morbida, sinuosa, quasi organica nelle sue proporzioni. A renderla sorprendente è il micro-tacco in metallo, minimalista e ultra-femminile, che aggiunge un tocco di ironia e leggerezza. Pur nella loro apparente semplicità, le nostre calzature non sono mai scontate. Dietro ogni modello si nasconde un lavoro meticoloso di ricerca e disegno, una cura estrema dei dettagli che trasforma forme essenziali in oggetti di stile sofisticato, pensati per donne che amano distinguersi con naturalezza e carattere.
Dal design alla produzione, la collezione incarna l’energia e la visione delle donne, dando vita a calzature che non sono semplici accessori, ma estensioni della personalità e dello stile di vita. Quale parte della vostra personalità ritroviamo?
Marianna è sorprendente come la nostra ballerina Abe T Strap, non finisce mai di stupirti con i suoi guizzi creativi. Vera è come lo stivale Stana High, sa dosare a meraviglia femminilità e androginia con un risultato sempre super cool. Sara è ricercata e raffinata come la sneakerina Hoola Hoop, ama il comfort ma adora la moda.
A quali artisti, designer vi siete ispirate negli anni per le vostre collezioni?
Un nome su tutti che ci ha fatte sognare, ispirato, guidato è quello di Rei Kawakubo. La sua visione artistica espressa nella moda è tutto. Abbiamo avuto il grande privilegio di visitare l’esibizione che il Metropolitian museum of art le ha dedicato nel 2017 che ne evidenziava la ricerca sperimentale denominata ‘’in betweeness’’ dedicata alla sperimentazione degli opposti. La nostra ricerca di volumi in equilibrio, di bilanciamento tra maschile/femminile; alto/basso; minimalismo/ricercatezza deriva tutta dalla religiosa ammirazione che proviamo nei confronti di questa donna straordinaria.














