La ruota della fortuna gira e rigira. Da un po’ di mesi, ormai, sembrava che questa ruota potesse girare solo sul lato opposto per George Russell: non importa quanto impegno, quanta forza, quanta volontà di ottenere un buon risultato ci fosse in lui, era come camminare controvento. È la campagna austriaca a far tornare il sorriso al britannico, con soddisfazione, issato sulle spalle dei propri meccanici mentre le gocce di champagne si librano intorno a lui. La sua tuta viene inondata dallo champagne e, come quando si risale a galla dopo lungo tempo, Russell prende una boccata d’aria e guarda verso il cielo, finalmente colmo di speranza.
La settimana di fine giugno non sembrava essere iniziata in maniera molto diversa dalle precedenti per il pilota della stella a tre punte; inciampando durante le prove libere, ricorrendo allo stravolgimento del set-up della propria macchina a venti minuti dalla fine dell’ultima sessione prima delle qualifiche, faticando nel trovare una base d’appoggio che desse a lui fiducia… è solo nell’ultimo minuto finale delle qualifiche che vediamo tornare il Mr Saturday che conosciamo e apprezziamo. Un ultimo giro, un messaggio di supporto dal proprio team principal – Just drive, and enjoy. Guida, con piacere. È proprio questo ciò che Russell ha fatto, si è lasciato andare ai propri istinti e ha guidato: un giro così forte da non poter essere demolito nemmeno dalla bandiera gialla alla penultima curva provocata da Verstappen; due decimi sopra tutti gli altri, la sua quarta pole position della stagione lo accoglie a Spielberg.
È una pole position piena di critiche e dubbi, ma non c’è niente di cui possa essere incolpato il britannico, che anzi ha dimostrato grande lucidità mentale e conoscenza delle regole – mentre vediamo la differenza nel compagno di squadra, il quale ha confuso la singola bandiera gialla per una doppia, abortendo il giro completamente. È da apprezzare anche la qualità del giro in sé, nonostante abbia dovuto effettivamente alzare il piede dall’acceleratore per una curva, egli avesse già posto le basi per un grande giro. Questa freddezza e prontezza mentale sono ciò che gli ha permesso di avere già tra le sue mani un vantaggio sul resto della griglia per la domenica di gara, la quale si sarebbe dimostrata un’ardua lotta tra le due Mercedes e la Red Bull di Max Verstappen.
La vittoria è sudata, ma ben pensata. Il primo stint lo vede solitario al fronte con le sue gomme medie, ponendo un distacco di cinque secondi tra sé e i due campioni in lotta alle sue spalle; un distacco che gli permette di gestire al meglio la sua gara, i suoi pitstop e le sue gomme. Da lì in poi, è un gioco di strategie contro l’olandese nella vettura numero 3: sentiamo Russell strategizzare in radio, suggerendo al proprio team opzioni anche per il compagno di squadra ed è perfettamente in carattere con il suo personaggio – d’altronde, è proprio questa qualità che gli ha permesso di partire dalla prima casella in griglia. Se dal secondo stop in poi la lotta si fa sempre più serrata, il britannico preserva i propri pneumatici riuscendo a gestire il distacco sempre minore ad ogni giro contro le gomme più fresche dei suoi avversari. Se c’era un dubbio sul vincitore, svanisce completamente a pochi giri dalla fine.
George Russell torna così sul gradino più alto del podio – un podio che lo aveva già accolto nel 2024, ma questa volta lo fa con pieni voti, dalle luci del semaforo che si spengono alla bandiera a scacchi che sventola – e diminuisce anche il distacco dal leader del campionato con solo 40 punti. “È incredibile essere di nuovo sul gradino più alto”, afferma il britannico dopo la gara. “Le gare difficili ti mettono sicuramente alla prova psicologicamente, e questi due ultimi weekend sono stati di vitale importanza per ricordarmi che posso farcela”.
È un importante momento per il pilota di Kings Lynn, sembrava che ogni settimana qualcosa dovesse andare storto per lui: in Giappone problemi con la macchina, a Miami una mancanza di fiducia con la vettura, in Canada un ritiro dalla pole position, a Monaco un podio perso per una penalità erronea, a Barcellona vittima dell’astuzia del cavallino rampante di Hamilton. La lista si allungava ogni settimana sempre di più, la rottura di questo circolo vizioso non può che permettere a Russell un sospiro di sollievo.
La resilienza dimostrata dall’inglese potrebbe essere proprio ciò che gli permetterà di lottare per questo titolo, che sembrava allontanarsi ogni secondo di più. Ci sono ancora dettagli su cui migliorare, afferma lo stesso pilota, ma la fiducia può ricrescere dall’Austria. Passo dopo passo, è la costanza e la capacità di non mollare mai davanti alle difficoltà che potranno permettergli di afferrare il trofeo più importante, quello che vedranno solo a fine stagione. Per aspera ad astra, George Russell.















