Il sole sta appena sorgendo nel cielo italiano quando Andrea Kimi Antonelli taglia il traguardo del Gran Premio del Giappone. Il giovane pilota italiano, per la seconda volta, saluta la bandiera a scacchi per primo e, questa volta, lo fa da leader della classifica mondiale. È una vittoria da record, una vittoria che segna la storia dello sport formulistico italiano, una vittoria più che speciale.
13 secondi separano la vettura tedesca dal pilota in seconda posizione, quando supera il traguardo. Una gara che era iniziata decisamente con il piede sbagliato – partendo in pole position, Antonelli si ritrova sotto di sei posizioni già alla prima curva – si è risolta per il meglio, con la fortuna che sorride al diciannovenne con un tempismo perfetto. Dopo esser riuscito a risalire fino alla seconda posizione, dietro al proprio compagno di squadra – George Russell, numero 63 –, al ventunesimo giro gli viene lasciata la guida del Gran Premio in seguito al pitstop del britannico nell’altra Mercedes e, da quel momento, non la lascia più: il tempismo perfetto di una Safety Car permette ad Antonelli di uscire dalla pit-lane ancora in prima posizione, superando sia il compagno di squadra che Oscar Piastri, nella McLaren, il quale aveva preso la guida del Gran Premio all’inizio della gara.
“Ben fatto, Kimi. You make your own luck”. “Sei artefice della tua fortuna”, è ciò che proclama il team principal Toto Wolff nella radio di squadra al momento della vittoria. Bisogna essere al posto giusto nel momento giusto per vincere, a volte, e Kimi Antonelli ha dimostrato di saper gestire al meglio le proprie condizioni e non lasciarsi abbattere dagli ostacoli. Un ritmo costante, perfetto, giro dopo giro da parte dell’italiano gli ha permesso di costruire un imbattibile distacco tra sé e il resto della griglia al momento della ripartenza. È una prova di forza che dimostra quanto sia rapido il diciannovenne all’interno della sua monoposto.
La vittoria giapponese porta con sé molti bagagli: solamente la seconda vittoria in carriera per l’italiano, ma un back-to-back con la Cina e il Giappone che lo porta sulla vetta delle classifiche, con un vantaggio di 9 punti sul compagno di squadra, Russell – il quale aveva iniziato la stagione con una grande vittoria in Australia solo poche settimane prima. Antonelli ora si ritrova a dover affrontare la realtà dei fatti, che questa vittoria è a portata di mano e può combattere realmente per l’unico trofeo di reale importanza per la Formula Uno, quello del Campionato mondiale. Una serie di fortunate coincidenze lo hanno aiutato in questo grande successo, ma il talento gli ha permesso di trarre vantaggio da tutto ciò.
Niente viene dal nulla, Kimi Antonelli dimostra ogni giorno di più quanto potenziale risieda dentro di sé, e perché ha ottenuto quel posto in Mercedes ormai un anno fa.
La scuderia tedesca aveva puntato, essenzialmente, a un salto rischioso nel vuoto firmando il contratto con, al tempo solamente diciottenne, Kimi. Innumerevoli critiche erano state rivolte alla stella a tre punte, l’idea generale più diffusa era che egli non fosse ancora pronto per un posto così sotto i riflettori. Si poteva dichiarare poca esperienza in Formula Uno, per certo, ma non poca preparazione, considerando la quantità di soldi spesi in test sulle varie piste dal marchio tedesco per dare al giovane Antonelli il migliore kit di formazione.
Fiducia, ecco cosa ha riposto la Mercedes in lui. Fiducia nell’essere grandi, fiducia nel riuscire ad ottenere i risultati che l’intera squadra poteva intravedere in lui. Ci sono state settimane difficili prima di queste vittorie: la parentesi europea della stagione 2025 si è certamente rivelata un colpo duro per il pilota italiano, che faticava ad arrivare a punti con una monoposto capricciosa e gravosa da riuscire a domare, ma è stata una parte fondamentale per il suo percorso di crescita.
Il Kimi Antonelli che possiamo guardare ora, in testa alle classifiche, è un Kimi che è cresciuto e sicuramente dovrà ancora crescere, avendo in sé tutto il potenziale ed il tempo per farlo. La possibilità del Mondiale è presente, sarebbe ingiusto non dare a Kimi la fiducia del poter riuscirci, indipendentemente dall’età e dall’esperienza.
Erano passati ben 20 anni dall’ultima volta che l’inno italiano aveva risuonato sul podio di Formula Uno per un pilota – Giancarlo Fisichella, l’ultimo vincitore italiano, nel lontano 2006. Ora Kimi ci permette di portare una mano sul cuore e guardare al tricolore italiano ancora una volta. Il bolognese possiede già una serie estesa di record in suo nome: il pilota più giovane ad aver ottenuto una pole position; il pilota più giovane a diventare leader della classifica di Formula Uno; uno dei piloti più giovani a vincere, ad ottenere un podio... La lista si fa lunga.
Ogni giorno di più Andrea dimostra di meritare un posto nella griglia formulistica, la più acclamata e desiderata da tutti i piloti del mondo. Il mondo guarda Andrea, e Andrea guarda il mondo intero, sapendo che il momento di dar prova del proprio talento è arrivato.















