La Dorothy Circus Gallery di Roma è lieta di annunciare la sua prima collaborazione con il pittore brasiliano Daniel B. Dias con la mostra personale A borrowed window, che inaugurerà il 14 marzo 2026. L’esposizione rappresenta un momento significativo, offrendo un’immersione profonda nella ricca visione neo-surrealista di un artista il cui lavoro connette culture, continenti e diversi modi di percepire il mondo.

Nato a San Paolo nel 1987, Dias si è trasferito negli Stati Uniti a dieci anni e ha poi vissuto e lavorato per diversi anni in Cina. Cresciuto tra Brasile, Stati Uniti e Cina, le sue esperienze multiculturali alimentano la sua ricerca artistica, dando vita a un linguaggio visivo capace di esplorare identità, memoria e le sottili tensioni di una vita vissuta oltre i confini. I suoi dipinti abitano uno spazio sospeso tra interno ed esterno, passato e presente, privato e universale, dove storie psicologiche si rivelano attraverso figure enigmatiche, ambienti onirici e dettagli costruiti con cura meticolosa.

In Borrowed window, Dias indaga le contraddizioni dell’identità contemporanea, mostrando come le influenze culturali, sociali e spirituali contribuiscano a plasmare il sé. Il suo lavoro si muove nel solco del neo-surrealismo, mescolando memoria, immaginazione ed esperienza vissuta per creare immagini al tempo stesso ironiche, delicate e profondamente introspettive. Le figure si trovano spesso sospese tra mondi diversi — culture, tempi o realtà — e i loro gesti trasmettono insieme leggerezza e riflessione. Motivi ricorrenti, dalle tende decorate alle finestre incorniciate fino a segni sul corpo, personali e delicati, agiscono come glifi visivi di un diario interculturale, dove intimità e universalità si intrecciano. Riflettendo sulla propria pratica, Dias osserva: «Come artista, mi interessa capire come l’identità si formi a partire da ambienti frammentati; ma, su scala più ampia, mi domando anche come valori culturali contrastanti possano coesistere in società diverse… e quali conflitti possano emergere». Questa prospettiva attraversa l’intera mostra, dove il dialogo tra interno ed esterno, privato e pubblico, familiare e sconosciuto, mette in luce la tensione e la poesia dei suoi mondi immaginati.

Dal punto di vista tecnico, Dias dimostra una padronanza di molteplici media, fondendo un realismo preciso con un gesto espressivo e interventi di collage materico. Questo gli consente di costruire universi ibridi e complessi dal punto di vista psicologico, ma visivamente armoniosi.

Un motivo ricorrente in queste opere è la finestra, che Dias utilizza in modi poetici e sempre mutevoli. In The right place at the wrong side, una finestra e una tenda dividono due protagonisti, quasi impedendone la coesistenza. In A peace turned violent, una finestra separa il paesaggio urbano da una figura all’interno, ma lo spettatore viene attratto dentro il dipinto, condividendo lo spazio della scena e creando una tensione tra interno ed esterno, tra intimità e osservazione. In The thinnest margin, intravediamo un uomo, appena visibile, che scruta nello spazio interno in cui si svolge la narrazione.

Nei suoi dipinti, Dias crea scene vive e ricche di sfumature: a volte giocose, a volte delicate, altre volte cariche di tensione. Ogni composizione conduce lo spettatore in mondi distinti, suscitando emozioni diverse e immergendolo in universi al contempo intimi, surreali e profondamente umani.

Borrowed window invita il pubblico a immergersi in questi spazi stratificati, offrendo un’esperienza contemplativa delle tensioni della vita contemporanea, della molteplicità del sé e delle sottili armonie che nascono dall’intreccio tra memoria, immaginazione e ibridazione culturale. Questa prima collaborazione tra Daniel B. Dias e la DCG Roma rappresenta un’occasione unica per scoprire la visione originale di un artista il cui lavoro unisce profondità personale e risonanza universale.