Un articolo pubblicato sulla rivista Nature riporta i risultati dell'esame di uno scheletro fossile molto ben conservato di tirannosauro che è stato attribuito alla specie Nanotyrannus lancensis. I paleontologi Lindsay E. Zanno e James G. Napoli hanno offerto prove che questi tirannosauri costituiscono realmente una specie che è distinta dal celebre T. rex e non una forma giovanile del T. rex, come invece hanno sostenuto da anni altri ricercatori.

Secondo le conclusioni di Zanno e Napoli, i fossili esistenti indicano che esistevano due specie di Nanotyrannus proponendo il nome Nanotyrannus lethaeus per la seconda specie. I due paleontologi hanno anche proposto altre modifiche alla classificazione all'interno del gruppo chiamato Eutyrannosauria, che include i tirannosauri. Innanzitutto, hanno proposto un gruppo che hanno chiamato Nanotyrannidae, che almeno per il momento include solo il genere Nanotyrannus. Hanno anche proposto la possibilità che altre specie di dinosauri possano essere incluse tra i Nanotyrannidae, a cominciare dal Moros intrepidus e forse anche le specie Appalachiosaurus montgomeriensis e Dryptosaurus aquilunguis.

La storia del Nanotyrannus è iniziata nel 1942, con la scoperta di un cranio fossile nella Formazione Hell Creek, che occupa un territorio in vari stati degli USA. Il fossile venne descritto nel 1946 da Charles W. Gilmore, che lo indicò come Gorgosaurus lancensis. Nel 1988, nuovi esami portarono altri ricercatori ad attribuirlo a un nuovo genere chiamato Nanotyrannus. Tuttavia, nel corso degli anni, vari paleontologi espressero l'idea che in realtà il cranio appartenesse a un giovane T. rex.

Lo scheletro più completo che mostra caratteristiche simili a quelle del cranio che ha portato alla creazione del genere Nanotyrannus venne scoperto nel 2001. Catalogato come BMRP 2002.4.1 e soprannominato Jane, è diventato rapidamente oggetto di esami che hanno rilanciato le discussioni sulla natura di questo dinosauro. Nel 2006 è stato scoperto un altro scheletro, catalogato come BMRP 2006.4.4 e soprannominato Petey, il cui studio ha fornito altri dati che negli anni successivi vennero considerati fondamentali nel supportare l'idea che in realtà il Nanotyrannus fosse un giovane T. rex.

Ora Lindsay E. Zanno e James G. Napoli ritengono di aver trovato le prove che il Nanotyrannus lancensis è realmente una specie distinta dal T. rex. I due ricercatori si sono basati sull'esame di un totale di oltre 200 fossili di tirannosauri nello studio più completo su quest'argomento.

I fossili oggetto di questo studio includono un esemplare catalogato come NCSM 40000 e soprannominato Bloody Mary che è stato acquistato dal North Carolina Museum of Natural Sciences nel 2020 dai privati che lo possedevano. Si tratta di uno scheletro quasi completo trovato assieme a un triceratopo in quello che è parso uno scontro mortale, al punto che la coppia è stata soprannominata i dinosauri duellanti.

L'esame di Bloody Mary e il suo confronto con i tirannosauri adulti disponibili è ciò che ha fornito a Zanno e Napoli le informazioni che li hanno indotti a concludere che si trattasse di due specie distinte. In particolare, i due ricercatori hanno riportato quelle che ritengono serie incongruenze nella ricostruzione della crescita di un T. rex a partire da un dinosauro come Bloody Mary.

Il confronto considerato più clamoroso dai due ricercatori riguarda le braccia di questi dinosauri. Le braccia di Bloody Mary erano più lunghe di quelle dei T. rex adulti ed è impossibile che si rimpiccioliscano nel corso della crescita. Insomma, il primo confronto fa già pensare che Bloody Mary non sia un T. rex.

Altri confronti riguardano altre parti anatomiche dei dinosauri esaminati. Bloody Mary aveva una cosa più corta rispetto al T. rex mentre le zampe erano in proporzione più lunghe e aveva più denti. Alcuni confronti sono stati possibili perché vari fossili sono stati sottoposti a TAC per poter ottenere ricostruizioni tridimensionali che mostrassero una maggior quantità di informazioni e di caratteristiche anatomiche. Grazie a questi esami, i due ricercatori hanno riscontrato che Bloody Mary aveva nervi cranici e un sistema respiratorio diversi da quelli del T. rex e una cavità sinusale in più rispetto al T. rex. Sono caratteristiche che normalmente si sviluppano nelle prime fasi della vita perciò queste differenze inducono a pensare che Bloody Mary non avrebbe potuto svilupparsi in un T. rex.

Lo studio di Zanno e Napoli ha fornito anche nuove conclusioni riguardanti l'esemplare soprannominato Jane. Secondo i due paleontologi, mostra differenze anatomiche sufficienti a definirlo come una specie diversa da quella a cui apparteneva Bloody Mary, seppure strettamente imparentata con essa. Di conseguenza, hanno proposto la specie Nanotyrannus lancensis.

Valutando differenze e similitudini anatomiche tra il genere Nanotyrannus e le varie specie considerate tirannosauri, Zanno e Napoli hanno proposto il gruppo Nanotyrannidae. Questo gruppo potrebbe includere specie già conosciute come Moros intrepidus e forse anche le specie Appalachiosaurus montgomeriensis e Dryptosaurus aquilunguis. Si tratta di una riclassificazione all'interno del gruppo Eutyrannosauria, che include parecchi dinosauri carnivori, compresi i tirannosauri.

Ora è difficile capire se le conclusioni di Zanno e Napoli verranno accettate. Nel 2019, una ricerca pubblicata sulla rivista Science Advances basata sugli anelli che le ossa degli esemplari soprannominati Jane e Petey formarono, un po' come gli alberi, portò a conclusioni ben diverse. In quel caso, gli autori ritennero che le caratteristiche delle ossa di Jane e Petey indicavano che si trattava di individui ancora giovani, abbracciando l'idea che si trattasse di giovani T. rex.

In sostanza, ogni nuovo studio sembra offrire conclusioni diverse. Ciò è per certi versi inevitabile perché i fossili sono limitati. Zanno e Napoli hanno cercato di esaminare la maggior quantità possibile di fossili attribuiti a tirannosauri e hanno offerto conclusioni riguardanti tutto questo gruppo di dinosauri. Resta da vedere quali conclusioni offriranno altri studi.