Nella città di Roma, fabbriche di diverse tipologie e datazioni costituiscono il “Complesso Lateranense”, che si sviluppa in una vasta area articolata in due ampie piazze: quella di San Giovanni in Laterano, con al centro l’obelisco innalzato nel 1588 nell’ambito dei lavori per il riassetto urbanistico della città voluti da Sisto V (1585-159), ad Ovest del mastodontico Palazzo Apostolico; quella di Porta San Giovanni, dall’accesso rinascimentale progettato nel 1574 da Jacopo Del Duca nelle mura Aureliane (271-275 d. C.), su cui prospetta la facciata principale della chiesa di San Giovanni in Laterano. Questa chiesa è la Cattedrale della città di Roma, ed è chiamata Caput et mater omnium Ecclesiarum (Capo e madre di tutte le Chiese), perché è la Chiesa propria del Vescovo di Roma, di Colui che è successore di Pietro e Papa della Chiesa universale.

Basilica costantiniana

Negli anni 1876-1886, 1934-1938, 1957-1958, si sono effettuate al di sotto dell’attuale basilica di San Giovanni operazioni di scavo e sondaggi che hanno permesso di individuare le strutture di fondazione della basilica costantiniana, oltreché i resti del grande edificio di età giulio-claudia, rifatto totalmente nel II secolo, e di cui restano molti ambienti con mosaici in bianco e nero e pitture parietali. I muri di questa abitazione, sotto Settimio Severo, furono resecati a mezza altezza, e sopra di essi fu edificata la seconda caserma della guardia a cavallo dell’imperatore: Castra Nova Equitum Singularium. I muri di tale edificio vennero rasi fino a cm 30 dal piano del pavimento da Costantino, che sciolse anche il corpo, per la costruzione della grande basilica cristiana (probabile anno di fondazione 312, anno di dedicazione 318), dedicata dapprima al Salvatore e successivamente ai santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista.

L’immagine e la struttura della basilica si possono restituire solo attraverso qualche traccia dell’antico alzato e i pochi resti delle sostruzioni. Il vasto edificio di culto, monoabsidato, sviluppava in pianta probabilmente cinque navate, delle quali le due navatelle laterali interne ebbero la stessa lunghezza di quella centrale.

Prospetto principale

Il prospetto principale che caratterizza con la sua vasta mole la piazza di Porta San Giovanni è stato edificato tra il 1732 ed il 1735, dall’architetto Alessandro Galilei, vincitore del concorso indetto da Clemente XII (1730-1740).

La facciata è divisa orizzontalmente dalla galleria-loggiato del secondo piano e dall’epigrafe del V secolo inserita, appunto, nel fregio di divisione tra i due portici.

Le statue, disposte lungo il perimetro della facciata, sulla balaustra, hanno al centro il Salvatore di Paolo Benaglia, mentre ai lati San Giovanni Evangelista di Luigi Pellegrino Scaramuccia e di San Giovanni Battista di Bartolomeo Pincellotti, seguono dodici tra i Dottori della Chiesa greca e latina.

L’accesso all’interno dell’edifico avviene tramite cinque porte in asse con le navate, ornate da lunette con bassorilievi realizzati in contemporanea con la facciata e rappresentanti Scene della vita di San Giovanni Battista.

Tra il 1656 ed il 1659, secondo i desideri di Alessandro VII (1655-1667), Francesco Borromini realizzò i cinque portali dell’ingresso ed inserì nel portale centrale, tra il 1658 ed il 1659, i battenti della porta bronzea della Curia Ostilia del Foro Romano.

Loggia Sistina ovvero Prospetto settentrionale

Il prospetto settentrionale su piazza di San Giovanni immette nel transetto ed è costituito da un portico a due piani sormontato da due campanili uniti da un attico. La struttura è il frutto di vari rimaneggiamenti iniziati a partire dal X secolo, quando si ha notizia di due torri che affiancavano l’entrata della fabbrica e che vennero trasformate da Giovanni XIII (965-972) in campanili. I campanili vennero conservati da Gregorio XI (1370-1378), ma sistemò questa facciata con un paramento di mattoni, inserendovi un portale gotico sormontato da rosone e fiancheggiato da due colonne con leoni stilofori di marmo.

Alla facciata gregoriana Pio IV (1560-1565) aggiunse un attico capace di unire i due campanili.

Ma la ristrutturazione vera e propria a cui dell’impianto medievale sopravvissero solo i campanili venne realizzata tra il 1586 e il 1589 da Domenico Fontana. A questa data avvenne la realizzazione della loggia al secondo piano del portico, addossata alla facciata secondaria e chiamata la Loggia delle Benedizioni o, più comunemente, Loggia Sistina, dal nome del pontefice Sisto V (1585-1590), che ne volle l’edificazione.

Anche di una ricca decorazione pittorica venne dotata la Loggia, opera di un folto gruppo di artisti diretti da Giovanni Guerra e Cesare Nebbia. Le pitture del loggiato superiore furono realizzate durante il 1587, mentre gli affreschi del portico al piano terra risalgono all’anno successivo.

L’ interno

La basilica è articolata in cinque navate, di cui le estreme con cappelle, tagliate da un transetto trasversale e terminanti con lungo presbiterio ed un’abside avvolto su tre lati da un deambulatorio rettangolare oggi occupato parzialmente dal Museo del Tesoro Lateranense e sul quale si aprono gli accessi alle Sagrestie.

In epoca moderna, il primo grande intervento che interviene sulla struttura muraria interna del tempio fu attuato durante il pontificato di Clemente VIII (1592-1605), e più precisamente tra 1592 ed il 1601, quando, in occasione del Giubileo del Seicento, papa Aldobrandini, all’interno del suo programma culturale che attuava i principi della Controriforma, decise di attivare una imponente ristrutturazione della basilica di San Giovanni, considerata simbolo fondamentale della chiesa primitiva.

Nell’aprile 1646 la basilica di San Giovanni annoverava gravi problemi statici e nell’insieme risultava molto degradata. Nonostante interventi episodici di consolidamento le colonne delle arcate della navata erano troppo deboli per sopportare il peso delle superiori pareti e le stesse pareti della navata maggiore erano disallineate di circa mezzo metro. Papa Innocenzo X decise quindi di intervenire prepotentemente nella sistemazione della basilica e di elargire una forte somma di denari finalizzata ad un intervento di recupero, entro l’anno giubilare del 1650, di uno dei più venerati simboli del cristianesimo primitivo.

Come soprintendente dei lavori per il difficile intervento il pontefice scelse Virgilio Spada, suo elemosiniere segreto, e l’architetto Francesco Borromini, da lui consigliato.

Navate minori

Come affermato, l’attuale aspetto delle navate minori si deve al Borromini nell’intervento giubilare della metà del XVII secolo, che fu libero di intervenire sulle strutture, ma obbligato a seguire l’alternarsi di campate grandi e piccole imposto dal progetto della navata centrale.

La pavimentazione delle navate laterali, insieme al restauro e l’incorniciatura del pavimento di Martino V nella navata centrale, fece parte degli interventi successivi al Giubileo del 1650.

La navata minore all’estrema destra, corrispondente con la Porta Santa. La prima cappella, dedicata a Santa Maria Assunta e appartenente alla famiglia Orsini, fu realizzata nel 1729. La seconda cappella, in origine dedicata a San Giovanni Nepomuceno è l’ultima cappella gentilizia sorta in una chiesa di Roma, essendo infatti stata costruita dal principe Alessandro Torlonia tra il 1838 e il 1850 mediante la demolizione della precedente. La terza cappella, dedicata al SS. Crocifisso, appartiene ai principi Massimo. La quarta cappella è dedicata a San Giovanni Evangelista.

La navata a sinistra ospita all’ingresso la memoria funebre di Riccardo Annibaldi (+1289). La prima cappella, realizzata per volontà di Clemente XII in onore del suo antenato Sant’Andrea Corsini, vescovo di Fiesole, è stata costruita nel triennio 1732-1735 da Alessandro Galilei contestualmente con la facciata principale della basilica. La seconda cappella è dedicata alla Morte della Vergine (Dormitio Beatae Mariae Virginis) o all’Assunta, ed è patronato della famiglia Antonelli. La terza cappella è dedicata alla Madonna delle Grazie, ed è detta Sanseverina. Il 2 febbraio 1974, il Cardinale Arciprete Ugo Poletti, in vista del Giubileo del 1975, istituì in questa cappella l’Adorazione eucaristica quotidiana, che continua tutt’oggi, secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. La cappella e l’Adorazione vengono curate e animate dalle Suore Missionarie dell’Eucarestia. La quarta cappella è dedicata a San Francesco d’Assisi ed è patronato della famiglia Lancellotti. La quinta cappella, dedicata a San Ilario vescovo di Poitiers, è stata patrocinata da Ilario Mauri da Parma nel XVII secolo.

Transetto ovvero Nave Clementina

Il transetto si presenta rispetto al pavimento della basilica con una sopraelevazione di quattro gradini, sporge leggermente dalle navate laterali ed è alto come la navata centrale. La costruzione attuale realizzata tra il 1592 ed il 1601 per volere di papa Clemente VIII, da qui la definizione di questo settore come “Nave Clementina”, sostituì il transetto medievale, realizzato durante il pontificato di Innocenzo II (1130-1143) e più precisamente nel biennio 1141- 1142.

Nel transetto si aprono due cappelle, lungo il braccio destro incontriamo la cappella Ceci, nel settore opposto la cappella, detta del Coro d’inverno dei Canonici, patronato della famiglia Colonna e realizzata tra il 1605 ed il 1611.

Altare papale e ciborio

Contenuto da un ciborio e preceduto da un’ampia confessione, sotto il grande arco trionfale è posizionato l’altare papale, ovvero l’altare maggiore, così chiamato perché riservato tradizionalmente alle celebrazioni papali.

Presbiterio

Il presbiterio si pone tra il ciborio e l’abside, pertanto anche il suo restauro fa parte dell’intervento d’innovamento della basilica, che concepì Leone XIII, successore di Pio IX, con i finanziamenti del principe Aldobrandini.

Questa parte dei lavori fu coordinata da Luigi Fontana e riguardarono il soffitto, con la sua doratura ed i suoi ornati, e il rifacimento del tetto.

Abside

Nel 1884 l’abside medievale, che pure era sopravvissuto fino a quel momento alle varie ristrutturazioni che hanno accompagnato la storia della basilica, ed esso stesso fino ad allora variamente restaurato veniva demolita insieme al suo prezioso mosaico. Inaugurata il 3 giugno 1886, la nuova costruzione fu arretrata sensibilmente rispetto alla precedente.