Monica De Cardenas è felice di annunciare la prima mostra personale in Svizzera di Guy Yanai presso la sua galleria di Zuoz in Engadina.

La pittura di Guy Yanai nasce da un processo di selezione e traduzione delle immagini, isolate dal contesto originario e ricostruite attraverso una grammatica formale rigorosa, fatta di linee nette, profondità compresse e colori saturi. In questo passaggio, il flusso incessante di immagini che caratterizza l'esperienza contemporanea rallenta fino a trasformarsi in contemplazione. Il dipinto diventa così uno spazio di attenzione e permanenza, in cui il familiare assume una qualità inattesa e poetica.

Nei suoi dipinti, interni domestici, paesaggi mediterranei, fotogrammi cinematografici, oggetti d'uso quotidiano e scorci urbani emergono come immagini sospese, condotte all’essenziale e al tempo stesso cariche di memoria. Attraverso una pittura che privilegia sintesi e chiarezza formale, Guy Yanai trasforma soggetti comuni in presenze quasi iconiche, capaci di evocare una dimensione di quiete e introspezione. Più che descrivere luoghi specifici, le sue opere restituiscono un'esperienza dello spazio costruita attraverso il ricordo, l'osservazione e l'immaginazione.

La pratica artistica di Guy Yanai indaga il modo in cui le immagini contemporanee vengono prodotte e interiorizzate. Attingendo a fonti eterogenee – fotografie personali, architettura moderna, cinema, letteratura e frammenti della vita quotidiana – costruisce un lessico visivo immediatamente riconoscibile, caratterizzato da campiture cromatiche luminose, composizioni essenziali e una particolare tensione tra vicinanza emotiva e distanza contemplativa.

Se il suo lavoro dialoga con la cultura visiva contemporanea, le sue radici affondano nella storia della pittura moderna. Una eredità che richiama gli interni di Pierre Bonnard, la luce mediterranea di Henri Matisse, l'attenzione di David Hockney per gli ambienti vissuti e la dimensione poetica della vita nell'opera di Cy Twombly si intreccia all'interesse per la letteratura di Vladimir Nabokov, Marcel Proust e Walter Benjamin, dove l'osservazione delle cose più consuete si trasforma in uno strumento di conoscenza e immaginazione. In Yanai questi elementi convergono in un linguaggio che oscilla tra esperienza diretta e immagine mediata, riaffermando la capacità della pittura di attribuire nuova intensità all'esperienza del quotidiano. Le sue opere riflettono una sensibilità formata nell'epoca della sovrabbondanza visiva, nella quale la pittura continua a offrire uno spazio privilegiato per osservare, filtrare e reinterpretare ciò che permane nella memoria.