Il Fiume Po, lungo 650 chilometri, attraversa il Nord Italia da ovest a est. Nasce dal Monviso, nei pressi di Cuneo, e sfocia nel Mare Adriatico, con un ampio delta a più rami, considerato Patrimonio dell'umanità. Il Po attraversa ben quattro regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e 13 province, con città importanti come Torino, Piacenza, Cremona e Ferrara. Riceve acqua da 140 affluenti, tra cui i fiumi Tanaro, Ticino, Adda, Oglio e Mincio. In epoca romana era chiamato Padus (da qui il nome ‘Pianura Padana’).
Supporta circa 16 milioni di persone, alimentando l'agricoltura e l'industria di una delle aree più produttive d'Europa. Nel 2019, l'area del ‘Po Grande’ è stata riconosciuta come Riserva della Biosfera UNESCO. Di fatto il Delta del Po è una delle aree umide più vaste e importanti d'Europa, un mosaico naturale che si estende per circa 66.000 ettari tra il Veneto e l'Emilia-Romagna. È una terra in continua evoluzione, nata dal deposito di sedimenti del fiume e modellata nei secoli dalle bonifiche umane. Il Delta è un paradiso della biodiversità, dove nidificano oltre 370 specie di uccelli; vi cresce una vegetazione caratterizzata da canneti, ninfee, boschi e piante "alofite" che tollerano la salinità; offre una serie di ambienti in cui si alternano valli da pesca, lagune, dune fossili e aree agricole.
Il fotografo inglese Michael Kenna ha dedicato al fiume Po una serie fotografica di straordinaria suggestione, raccolta nel volume e nella mostra Il fiume Po. Il progetto è il risultato di un lavoro durato oltre 15 anni (2007-2019), durante i quali il fotografo ha percorso il fiume dalla sorgente alla foce. In questo periodo (fino al 12 Giugno) la mostra Michael Kenna. Il fiume Po. Scritture di luce, (a cura di Sandro Parmiggiani) è ospitata a Palazzo Pigorini di Parma nell’ambito del Festival della Creatività, che si svolge ogni anno sotto la direzione artistica di Chiara Canali e Camilla Mineo.
In questo progetto la luce assume un ruolo centrale. Le immagini di Kenna nascono da un’attenta osservazione delle condizioni atmosferiche e da tempi di esposizione che possono essere brevissimi o molto lunghi: nebbie, riflessi sull’acqua, cieli lattiginosi e orizzonti rarefatti diventano materia visiva con cui il fotografo costruisce paesaggi essenziali e sospesi. Sono ‘scritture di luce’ in cui il fiume e il territorio si rivelano attraverso un linguaggio fatto di silenzi, equilibrio e contemplazione. Le composizioni sono essenziali, spesso caratterizzate da alberi solitari, barche abbandonate o pali che emergono dall'acqua. L'uso di lunghe esposizioni trasforma l'acqua in una superficie liscia e nebbiosa, evocando un senso di silenzio e atemporalità. Caratteristica fondamentale del lavoro di Kenna è l’uso del bianco e nero, che diventa una scelta poetica oltre che formale. L’autore stampa personalmente le sue foto in camera oscura, creando toni argentei e molto profondi.
Per Kenna, il fiume non è solo un paesaggio geografico, ma un simbolo del tempo che scorre e della memoria. Ad accompagnare la mostra è visibile una video-intervista di 15 minuti, realizzata appositamente per il progetto di Parma. Il video mostra l’autore durante le sessioni di ripresa lungo il Po, immerso nelle passeggiate alla scoperta della sua bellezza e del suo insondabile mistero, offrendo uno sguardo diretto sul processo creativo che ha guidato la realizzazione delle fotografie.










