Sabato 9 maggio 2026 alle ore 18:30 presso lo spazio espositivo Pallavicini22 Art Gallery in Viale Giorgio Pallavicini 22 a Ravenna, si inaugurerà la retrospettiva di Cesare Peverelli Intorno a Salomé a cura di Flaminio Gualdoni e Luca Maggio.

La mostra Intorno a Salomé raccoglie un gruppo scelto di opere su carta e su tavola di Cesare Peverelli, variamente collegate al suo opus magnum, Salomé, che lo impegna a partire dal 1977 e che si compie nel 1988: i primi disegni sono esposti nel 1979 da Grafica Annunciata a Milano, mentre del 1996 è la mostra integrale del ciclo dei grandi dipinti e del vasto telero complessivo al Musée des Beaux-Arts di Pau, accompagnato da una fondamentale Correspondance con Michel Butor.

Peverelli – stretto sodale di musicisti come Franco Donatoni, Giuseppe Sinopoli, Paul Méfano – si confronta esplicitamente con l’opera di Richard Strauss, della quale offre una versione in bilico tra narrazione, sogno, incubo.

Cesare Peverelli (Milano, 1922 – Parigi, 2000). Studia a Brera sotto la guida di Achille Funi. Nel 1941 vince il Premio Junker. Nel 1942 il Premio Bergamo. Nel 1944 è la sua prima personale alla Galleria del Milione. Nel 1948 è tra i fondatori della rivista “Pittura”. Legge Freud, Fraser, Lèvy- Bruhl, Durkheim, Lèvi-Strauss. Nel 1950 dipinge i primi quadri eseguiti automaticamente. È di questi anni il sodalizio con Crippa e Dova. Nel 1951 è tra i firmatari del Manifesto Spaziale. Nel 1954 i segni evocano creature simili a insetti. Dedica una serie di questi quadri a Dylan Thomas.

Nel 1957 si trasferisce a Parigi ed entra nella Galerie du Dragon. Gli insetti iniziano a trasformarsi in personaggi, città, ponti, nascite. È sempre del 1957 la personale alla Galerie Alexandre Jolas a New York. Nel 1960 partecipa con una personale alla XXX Biennale di Venezia. Nello stesso anno, il soggiorno estivo in Bretagna farà spiccare il volo a Les mouettes (I gabbiani). Dal 1963 l’amicizia con Line e Patrick Waldberg lo conduce a Seillans, che diviene per due anni la sua residenza abituale. Vi si stabiliscono anche Dorothea Tanning e Max Ernst con i quali nasce un’amicizia. Tra il 1963 e il 1965 compaiono Le crisalidi e I labirinti e nel soggiorno a New York, del 1966, prenderanno forma i Campi di vetro. Seguono fra gli anni ’70 e ’80 i cicli de L’atelier de l’artiste, Rituale, Salomé e Tristano e Isotta. Nei primi anni ’90 si dedica alla ceramica.