Giunta al suo V° capitolo, SetUp Contemporary Art Fair annuncia lo straordinario numero di adesioni pervenute per questa edizione 2017. Le gallerie selezionate − di cui un quarto internazionali − abiteranno dal 27 al 29 gennaio 2017 gli ambienti originali dell’Autostazione di Bologna. Un altro grande trionfo sotto il segno dell’importante traguardo raggiunto quest’anno da SetUp, a conferma della crescita e dell’enorme potenzialità di questa fiera d’arte contemporanea di grande successo. Le organizzatrici, Simona Gavioli e Alice Zannoni, confermano il format esclusivo che da cinque anni la contraddistingue come l’unica fiera d’arte, a livello internazionale, che ruota su un tema centrale in tutti i suoi aspetti.

A celebrare questa edizione è il tema dell’EQUILIBRIO, erede simbolico del tema dell’orientamento trattato nell’edizione passata. Le coordinate di questa scelta tematica prendono mossa dal pensiero del filosofo Søren Kierkegaard, secondo cui: “Osare è perdere momentaneamente l’equilibrio, non osare è perdere se stessi”: una massima che coglie a pieno l’essenza originale del progetto SetUp, nato dall’audace ambizione di cambiare il sistema per mettere continuamente in moto un processo che ripensi i meccanismi dell’arte.

Novità

La Va edizione di SetUp Contemporary Art Fair si adorna di nuove vesti con la sezione S.O.S SetUp Open Space, uno spazio per 9 progetti sperimentali, che recepisce, nell’acronimo di Spazio Aperto, la richiesta di soccorso lanciata ai visionari del mondo dell’arte, pronti a mettersi alla prova attraverso linguaggi ed espressioni rivoluzionari. Un modo per continuare a dare a spazio, dopo 5 anni di attività, a chi osa, a chi ha il coraggio di essere irriverente, a chi non asseconda il gusto e non ha paura di proporlo, a chi non obbedisce, in poche parole a chi non teme di mostrarsi per quello che è.

In seconda battuta, SetUp 2017 lancia per la prima volta Handover, una piccola sezione sperimentale dedicata all’essenza dell’art-design, ovvero alla questione dell’equilibrio − il tema di questa edizione − in rapporto al confine tra arte e design. L’intento è di mettere a sistema le relazioni, le connessioni e di dare il via a una staffetta tra queste due sfere di produzione, pensando che sia possibile, oltre che necessario, circoscriverne un'identità. Dunque, la volontà di Handover, che letteralmente significa appunto staffetta/passaggio, è proprio quella di dare spazio all'orientamento del progettista verso il senso pittorico/scultoreo dell'oggetto. In questo modo, l'oggetto di art-design, come l'opera d'arte, diventa testimone della cultura materiale secondo un approccio di produzione effettivamente culturale ed esprime, per questa sua natura, il modo di essere stesso degli oggetti in una forma che travalica la funzionalità e che va oltre la sua destinazione d'uso, aprendosi alla polisemia.

Inoltre, grazie al progetto di partnership “SetUp Contemporary Art Fair 2017 – Kooness”, quest’anno è possibile consultare la lista delle gallerie espositrici sulla piattaforma Kooness direttamente online. Nella sezione FAIRS, saranno indicate tutte le informazioni relative alla fiera e i riferimenti di ogni galleria (sede, contatti, sito), offrendo a chiunque la possibilità di vedere in anteprima le opere esposte, la cui vendita sarà prevista solo in loco.

Gallerie Sezioni speciali

Di respiro internazionale e in linea con il tema di questa edizione, l’equilibrio, nasce il progetto P(I)IGS CAN FLY a cura di Eleonora Battiston, in cui si sono volute riunire cinque realtà provenienti da Portogallo (Modulo–Centro Difusor de Arte), Grecia (Alma Gallery), Spagna (le gallerie Blanca Soto di Madrid e Artizar di Tenerife, isola geograficamente ancora più ai margini) e Irlanda con l’IMOCA (Independent Museum of Contemporary Art), in cui l’ltalia funge da paese ospite.

La sezione si ispira direttamente all’acronimo PIGS, che da qualche anno è utilizzato dai mezzi di comunicazione internazionali per raggruppare Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, considerati come quei paesi dell’area mediterranea e sud europea economicamente deboli e in situazioni di debito pubblico. Al gruppo si è presto aggiunta l’Irlanda (PIIGS), che geograficamente ha portato da una visione meridionale a una marginale e periferica.

In questi paesi l’equilibrio sociale, politico ed economico è venuto meno, ripercuotendosi nell’ambito culturale, uno dei primi settori che ha subìto dei tagli. Nonostante ciò, l’aspetto creativo è riuscito a mantenere la continuità del tessuto artistico, grazie a soluzioni comuni di collaborazione, che hanno visto le periferie diventare piattaforme di scambio e la paura, provocata dall’insicurezza e dall’instabilità, generare nuove tematiche e nuovi contenuti. In questo modo, l’arte si è dimostrata un utile strumento per interpretare la realtà e al tempo stesso per cercare di cambiarla.

Su queste basi, ognuna delle realtà provenienti da questi paesi presenta un progetto individuale, i cui artisti si distinguono per tecniche e stili differenti, ma allo stesso tempo si somigliano per la comune ricerca e rappresentazione di un mondo e di uno spazio “altro”.

Sempre nella sezione speciali delle gallerie, e a conferma del continuo scambio fra SetUp e il panorama internazionale, torna il prestigioso progetto Drawing the World di Mónica Álvarez Careaga, curatrice e direttrice di Drawing Room Madrid, che risponde per la seconda volta all’invito di SetUp, presentando quattro gallerie con quattro artisti provenienti da contesti culturali diversi: l’indiano Natarajaa (Kerala, 1975), la polacca Dorota Buczkowska (Varsavia, 1971), il marocchino Mohamed Larbi Rahhali (Tetouan, 1956) e la spagnola Teresa Moro (Madrid, 1970), rappresentati da quattro gallerie di fama artistica internazionale: Ulf Larsson Galerie di Colonia, La Rodriguez Gallery di Poznan, Saida Art Contemporain di Tetouan e della Galleria Siboney di Santander. Questi artisti hanno in comune la pratica del disegno, che diventa mezzo fondamentale per la concezione o cristallizzazione nell’opera d’arte. Essi non rinunciano mai al collegamento con la realtà, aspirando a disegnare il mondo, la natura, l’essere umano e l’interazione fra essi grazie alla contaminazione con altri supporti, quali la fotografia o l’installazione. In questo modo, il disegno, che si rapporta con quasi tutte le attività umane, serve per carpire il mondo, documentarlo e immaginarlo in un altro modo. Nell’ambito di questa ventata di internazionalità che ossigena i pori di questa nuova edizione 2017, insieme alle circa 15 gallerie provenienti da tutto il mondo, si attende l’arrivo di nuovi espositori internazionali.

In seguito all’edizione 2016, SetUp Contemporary Art Fair ha partecipato al primo capitolo di Drawing Room. dibujo contemporaneo, fiera dedicata al disegno, che ha visto Simona Gavioli nel ruolo di membro del comitato scientifico. Per questa occasione SetUp ha istituito una relazione con la fiera madrilena e ha creato il Premio SetUp Connection, secondo cui l’artista che ha rappresentato al meglio il tema dell'EQUILIBRIO sarà ospite a Bologna a gennaio, eccezionalmente come uno special project. Per questa edizione, l’artista selezionata è Tamarra Arroyo (Madrid 1970), presentata dalla galleria Addaya Centre d’Art Contemporani di Mallorca, per la capacità, riferisce la Gavioli, “di ridisegnare il presente attraverso la combinazione ossimorica di un'astrazione di fatta di composizione geometrica e colore: il segno destruttura e il tono costruisce”.

Anche per quest’anno sarà presente la sezione SetUp+, il contenitore degli eventi off che si svolgono in città durante SetUp; organizzato e coordinato dalla manifestazione fieristica stessa nel 2016 ha raccolto circa 40 adesioni. L’intento è di coinvolgere la città di Bologna e tutte le realtà interessate a far vivere la propria galleria, associazione, spazio espositivo o locale con mostre e progetti durante l’art week.

I Premi

Lo spazio dedicato alle premiazioni, dunque, si distingue per unicità e innovazione anche quest’anno, per espandersi a livello internazionale con eccezionali riconoscimenti da assegnare ad artisti, curatori e gallerie intervenuti non solo dall’Italia, ma da tutto il panorama mondiale. Primo fra tutti è il Premio SetUp, che valorizza gli artisti e i curatori under 35 presentati dalle gallerie, conferendo rispettivamente 1.000 e 500 euro. A stabilire il vincitore è la giuria composta dal Comitato Scientifico, ovvero da Silvia Evangelisti e Diego Bergamaschi, e dal Comitato Direttivo, Simona Gavioli e Alice Zannoni. Nell’ambito fotografico, rappresenta una novità il Premio Tiziano Campolmi, strutturato in due fasi la prima che prevede una selezione on line attraverso la votazione sull'apposita pagina facebook dove, le opere più apprezzate per mezzo di like, arriveranno alla finale della fiera. L’ultima parola sarà data dal Presidente dell'associazione Tiziano Campolmi insieme al Comitato Scientifico e al Comitato Direttivo. Si aggiungono inoltre il Premio Casa Falconieri e il Premio Alviani Art Space.