E’ legata a una lunga esperienza coreutica la città di Ferrara, ed è il motivo per il quale le rassegne di danza si sono nel tempo rinnovate con nuove produzioni e nuove forme di indagine.
Così vale anche per il Festival di danza contemporanea 2026, una manifestazione che amplia il proprio dialogo con lo spazio urbano, la ricerca artistica e la partecipazione collettiva, accogliendo figure di spicco come Eugenio Barba e Anželika Cholina fino alla prima nazionale di Mvula Sungani.
Marcello Corvino, direttore artistico della rassegna ricorda proprio che in tal senso “ Ferrara tornerà a trasformarsi in un grande palcoscenico grazie al progetto Site specific. Spazi storici come l’Ex Teatro Verdi, Palazzina Marfisa d’Este, Rotonda Foschini, Palazzo Giulio d’Este, Ridotto del Teatro Comunale e Parco Coletta ospiteranno creazioni pensate in relazione con l’architettura e la memoria dei luoghi».
Ad aprire il Festival, venerdì 11 settembre (ore 12) al Parco Coletta, sarà la grande azione performativa “La città che danza”, prima nazionale di un progetto ideato da Eugenio Barba e Marco Luciano che trasformerà lo spazio urbano in un organismo scenico attraversato da corpi, musica e ritualità contemporanee. Una performance urbana di lunga durata costruita come un percorso simbolico tra caos, trasformazione e rinascita, ispirato ai miti e alle culture del movimento come origine della creazione. Ma in scena entrerà anche un simbolo di Ferrara: la bicicletta, elemento identitario della città, che entrerà nella composizione scenica come dispositivo poetico e coreografico, generando traiettorie mobili e geometrie rituali nello spazio pubblico.
E sempre venerdì 11 settembre (ore 21) al Parco Coletta sarà di scena Her di Yalan Lin e William Serrano, con uno spettacolo costruito intorno al dialogo tra tradizione performativa orientale, identità e rappresentazione del femminile. Her accompagna il pubblico in un universo poetico e perturbante in cui il corpo diventa luogo di trasformazione.
Mentre all’Ex Teatro Verdi, sabato 12 e domenica 13 settembre sarà la volta Sweat sweat sweat di Giorgia Lolli, una riflessione coreografica profonda sul corpo e sul controllo di esso. E a seguire presso il Loggiato della Palazzina Marfisa d’Este, sarà presentato You elsewhere, di Francesca Siracusa, lavoro che indaga il rapporto tra attesa e slancio, costruendo una dimensione contemplativa di gesti, silenzi e solitudine. E alla Rotonda Foschini, sabato 12 e domenica 13 settembre si potrà assistere a Swan di Gaetano Palermo, una performance urbana ispirata a La morte del cigno di Michel Fokine, e che si snoda tra danza, pratica sportiva, ripetizioni e l’esistenza come insistenza.
Mentre a Palazzo Giulio d’Este sarà la volta di Everybody has a fate out di Riccardo De Simone, creazione dedicata alla percezione del tempo e del movimento nello spazio, dove il corpo si confronta con l’incertezza del presente e del futuro. E ancora al Ridotto del Teatro Comunale andrà in scena That’s all di Davide Tagliavini, un lavoro performativo che intreccia ironia, trasformazione e fisicità all’interno di un universo scenico in continua metamorfosi. E il Teatro Comunale Claudio Abbado aprirà le sue porte (ore 20) a Le nuvole di Amleto di Eugenio Barba. Si tratta di uno spettacolo che prende avvio dalla relazione simbolica tra Hamnet, figlio di Shakespeare, e la figura di Amleto, interrogando sul tema dell’eredità, della memoria e della trasmissione tra generazioni.
E nel corso della serata del 13 settembre verrà assegnato, per la prima volta, il Premio Eugenio Barba per le Arti Performative, istituito dal Teatro Comunale di Ferrara e dalla Rete Anticorpi Emilia-Romagna. Il premio nasce con l’obiettivo di sostenere la ricerca, la produzione e la crescita professionale delle giovani compagnie e dei giovani autori del territorio regionale attraverso residenze artistiche, percorsi di tutoraggio e opportunità di programmazione.
Domenica 27 settembre (20.30) è la prima nazionale di Deledda. Cenere e le canzoni della rivoluzione silenziosa, della compagnia Mvula Sungani Physical Dance, con Emanuela Bianchini. Lo spettacolo, ideato e diretto da Mvula Sungani, intreccia danza, musica dal vivo e parola scenica per raccontare la figura di Grazia Deledda e il tema dell’emancipazione femminile. Così attraverso un linguaggio multidisciplinare, la creazione restituisce la forza e l’attualità di una figura centrale della cultura italiana. E domenica 25 ottobre (ore 20.30) il Teatro farà da cornice a Dear Son, della compagnia Riva&Repele, una creazione coreografica ispirata ai temi della memoria, della perdita e delle ferite lasciate dalla guerra. Attraverso una scrittura fisica intensa e cinematografica, lo spettacolo riflette sul dolore familiare e sulla necessità di costruire nuove forme di umanità e compassione. La coreografia segue il percorso emotivo di una famiglia separata dalla guerra.
E gran finale, domenica 8 novembre (ore 16) con Anna Karenina dell’Anželika Cholina Dance Theatre Vilnius. La celebre coreografa lituana rilegge il capolavoro di Lev Tolstoj attraverso un linguaggio scenico che fonde balletto classico, danza contemporanea e teatro fisico, restituendo tutta la complessità emotiva e drammaturgica del romanzo. Tra passi a due, scene corali e momenti di forte intensità espressiva, lo spettacolo trasforma la vicenda di Anna Karenina in un grande affresco teatrale contemporaneo che vede in Ferrara una nuova fase coreutica.









