Matteo Massagrande maestro della figurazione contemporanea, è il protagonista della nuova mostra di primavera da Punto Sull'Arte. L’inaugurazione della sua personale, intitolata Soglie – Stanze, paesaggi, città, si terrà Sabato 21 Marzo dalle 11 alle 13 presso la sede principale della Galleria in Viale Sant’Antonio 59/61 a Varese. Si tratta della terza mostra che l’artista presenta all’interno degli spazi della galleria, a conferma di un dialogo consolidato nel tempo. L’artista, insieme al curatore Ivan Quaroni, sarà eccezionalmente presente.

La mostra riunisce un insieme di interni, paesaggi e vedute urbane che evidenziano varietà e continuità di una ricerca sempre in evoluzione. Il titolo introduce il tema da cui prende forma l’intero progetto, la soglia come punto di attraversamento e come spazio liminale. Porte aperte, finestre, varchi su corti mediterranee, affacci sulla laguna veneziana o su scorci cittadini tracciati dall’alto stabiliscono linee che orientano lo sguardo. La pittura di Massagrande procede attraverso una costruzione progressiva dell’immagine, definita da stratificazioni, riprese cromatiche e superfici che, talvolta, conservano tracce dell’esecuzione.

Gli interni occupano un ruolo centrale. Le stanze hanno pavimenti in pietra consumati, pareti attraversate dal tempo, infissi corrosi, tende che modulano gli ambienti e regolano il ritmo visivo. Sono luoghi ricomposti a partire da osservazioni sedimentate negli anni e rielaborati attraverso un metodo che trasforma elementi reali in una struttura compatta e misurata. La luce, sempre laterale o filtrata, definisce volumi, profondità e relazioni tra i piani.

I paesaggi presenti in mostra si sviluppano attraverso visioni raccolte nel corso del tempo, con una costruzione che privilegia la misura dei piani e la progressione delle forme. Opere come Lago (2023), Cipresso (2022), Villaggio sloveno (2025) e Il mulino (2025) mostrano una continuità di metodo basata sulla variazione cromatica e sulla disposizione delle masse. Le composizioni avanzano per passaggi graduali, con relazioni proporzionali che generano un equilibrio stabile tra superfici e profondità.

Gli scorci urbani presenti in mostra si concentrano soprattutto su Venezia, evidente nelle opere selezionate. Case in laguna (2025) e Riva degli Schiavoni (2019) propongono facciate corrose dalla salsedine, ponti lignei e punti d’affaccio che incorniciano brani di laguna. Accanto a queste immagini compaiono due opere dedicate a ponti cittadini, Il ponte (2019) e Il ponte (2025), affini per impostazione spaziale e per registro cromatico. A questo nucleo veneziano si aggiunge Poggiolo a Central Park (2023), unico lavoro ambientato a New York, dove la verticalità degli edifici e l’apertura del parco costruiscono una visione urbana filtrata attraverso la stessa disciplina formale che sostiene interni e paesaggi. Tutte le opere urbane mostrano attenzione per la struttura dei volumi e per il ritmo dei piani.